Le quattro Granfondo più dure d’Italia

Le quattro Granfondo più dure d’Italia

Le quattro Granfondo più dure d’Italia

Ogni anno si rinnova l’appuntamento con le grandi gare sulla lunga distanza , che permettono agli appassionati di ciclismo di mettere alla prova al massimo grado le loro capacità, il loro allenamento e il loro agonismo.

Ma una gara sulla lunga distanza è prima di tutto una gara contro sé stessi , deve essere feroce , senza pietà, portare il corridore oltre i propri limiti, verso una soddisfazione senza paragoni.

Andiamo allora a scoprire le quattro belve più spietate d’Italia. Quattro gare che sono riservate soltanto ai ciclisti più preparati , che non hanno paura di guardarle negli occhi, in tutta la loro imponenza, fin dal primo chilometro.

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1 – Sportful Dolomiti Race (Feltre BL)

Senza dubbio la regina delle granfondo italiane per quanto riguarda la difficoltà, un lungo di 204 km con un dislivello di ben 4.900 m . Questi numeri ne fanno una delle Granfondo più difficili d’Europa, alla quale sono paragonabili solo la francese Marmotte e la Ötztaler di Sölden in Austria.

La sportful è invece italianissima, e porta migliaia di appassionati in luoghi normalmente poco frequentati dal turismo. Si parte da Feltre , piccola ma suggestiva cittadina poco distante da Belluno.

La gara è tosta e pensata per chi affronta il ciclismo come una sfida. Tra le tante salite lunghe e impegnative il culmine è senza dubbio rappresentato dal passo Manghen , una salita di 22 km con una pendenza media del 7,3% e una pendenza massima del 15% . Va poi segnalato anche un grande classico del ciclismo come il passo Rolle.

2 – La Campionissimo (Aprica)

Il nome ufficiale della gara è Granfondo internazionale Gavia e Mortirolo . Questi passi storici sono infatti il piatto forte di un tracciato che presenta 170 km di lunghezza per 4.200 m di dislivello.

Per anni è stata conosciuta come la gara Pantani , infatti è proprio sul Mortirolo, dove il campione italiano mise in scena una delle sue prime grandi imprese al Giro d’Italia, che la gara trova la sua massima difficoltà: 12 km con una pendenza media del 10% e una pendenza massime quasi al 20% che si affrontano con il con il Gavia che si fa già sentire nelle gambe. Anche questo è un tracciato che non si può improvvisare.

Bisogna essere accuratamente preparati per sostenere uno sforzo di questa portata senza rischiare pericolosi fuori giri. La soddisfazione tuttavia è proporzionale alla fatica e il fascino della gara è aumentato dalla suggestione delle grandi salite storiche.

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Maratona dles Dolomites (La Villa BZ)

Forse la Granfondo più celebre e patinata d’Italia, ma non per questo meno impegnativa. La gara che parte da La Villa presso Bolzano infatti, sebbene più corta di quelle che abbiamo trattato fino ad ora, affronta un dislivello di ben 4230 m.

Se si considerano i suoi 138 km di lunghezza si nota che per rapporto tra distanza percorsa e dislivello superato è una delle più dure d’Eeuropa . E infatti non si lesina sulle grandi salite, si affrontano passi leggendari come il Sella , il Pordoi e il Giau .

Spesso il grande caldo accompagna la corsa, è importante attrezzarsi con un abbigliamento leggero e molto traspirante ed idratarsi bene e con continuità.

Nonostante la fatica, sul percorso, è impossibile non farsi conquistare dagli splendidi paesaggi regalati dalle Dolomiti in queste zone.

4 – Stelvio Santini (Bormio)

Giunta alla sua settima edizione, la Granfondo Stelvio Santini è meno conosciuta rispetto a quelle già citate, ma ha fatto fin da subito parlare di sé. Gran parte del suo fascino è dovuto all’arrivo , posto in vetta ad una delle cime più importanti del ciclismo Italiano: lo Stelvio.

Salendo quelle rampe è impossibile non immedesimarsi in un autentico mito dello sport italiano, l’airone Fausto Coppi, che qui costruì la sua leggenda.

La gara tuttavia è complessivamente molto dura e prevede anche la scalata del Mortirolo. Con i suoi 151,3 km di lunghezza e i suoi 4058 m di dislivello la Stelvio si candida a buon diritto tra le Granfondo più dure d’Italia.

L’arrivo è asfissiante, con un’ascesa che sembra davvero non finire mai. Per affrontare questa corsa è necessaria una preparazione meticolosa come quella necessaria per le gare più impegnative d’Europa.

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